MORNING SUN – Edward Hopper

538637_390031454349174_2139427702_n

Morning sun è un nuovo –l’ennesimo risveglio di una città, di una stanza e di un’anima affacciate al medesimo abisso di desolazione.

Solo un blocco di cemento vermiglio a costruire il paesaggio urbano, solamente un letto a dare nome alla stanza, soltanto una donna rimasta a meditare la degenerazione dell’umanità: la grande finestra spalancata davanti a sé è il maxischermo che le permette di osservare, lo sguardo fisso e disilluso, l’estraneità dal e del mondo esterno, e che ad un tempo punta brutalmente i riflettori sull’incolmabile solitudine di lei.

Una solitudine inconsolabile, come già possiamo leggere nella significativa elevazione della camera rispetto alla strada, nelle pareti nude che la definiscono, nel ceruleo sollievo che il cielo non riesce a portare ai colori avvizziti della donna, la cui vestaglia ne fascia gentilmente una nudità che il letto, ancora troppo ben disposto dopo la notte, rivela esser stata sterile e orfana di compagnia, negata di qualsiasi occasione di condividere gioie e dolori della giornata.

Ogni singola linea è traccia di un algido e spezzato colloquio fra luce e ombra, la scena è modellata dal solo incastro di spazi vuoti ed essenzialità radente, forme che occupano ma non abitano l’ambiente –l’essere umano medesimo pare entità separata e ineffabile alla sua stessa ombra.

Così Hopper, con mano ferma e paziente, lacera sempre più quel velo di apparente calma quotidianità divenuto insufficiente a eclissare la realtà: ancora una volta, l’artista ci prende per mano, invita a partecipare all’intimità in cui abbiamo sorpreso il soggetto ritratto –d’improvviso, ci scopriamo seduti accanto a quella donna da sempre.

Non esiste più neppure il tempo, il vederlo trascorrere è rassicurazione oramai incapace di qualsiasi tepore –resta solo il silenzio, l’attesa metafisica di una nuova crisalide.

Morning Sun, Edward Hopper, 1952, olio su tela, 71,4×101,9 cm, Columbus Museum of Art, Ohio.

Precedente GLI AMANTI (L'ABBRACCIO) - Egon Schiele Successivo MADDALENA PENITENTE - Donatello