MADONNA PAZZI – Donatello

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Nella Madonna Pazzi del 1425 circa troviamo un capolavoro manifesto di Donatello: in lei troviamo maturato appieno il topos della ricerca di sé stessi attraverso l’altro in amicizia, tema ampiamente sviluppato dall’artista fiorentino per tutto il corso del suo operato.

Maria e il Bambino vengono colti all’interno di una scatola prospettica, che palesa ancora una volta il matrimonio di Donato con Brunelleschi, suo caro amico e principe della prospettiva centrale monoculare, uno dei più fortunati figli del Rinascimento fiorentino: in Filippo la prospettiva voleva avere la stessa funzione del principio divino che Dio attua quando accompagna Adamo ad illustrare il nome di tutte le creature, creando identità fra il loro nome e la loro essenza divina, collegandole quindi al Tutto da cui provengono e che tutto comprende.

Se Ambrogio Lorenzetti nel celebre polittico custodito alla Pinacoteca nazionale di Siena costruisce fra la Vergine e il Figliolo uno scambio affettuoso di carezze, Donato fonda il rapporto fra i due sullo sguardo.

Madonna col Bambino, Maria Maddalena e Santa Dorotea - Ambrogio Lorenzetti.
Madonna col Bambino, Maria Maddalena e Santa Dorotea – Ambrogio Lorenzetti.

Sorridendo all’Alcibiade di Platone e al De Amicitia di Cicerone, lo scultore avverte l’occhio come sede dell’anima, e la pupilla come la parte più atta a riflettere perfettamente la nostra anima nell’altro: si crea dunque un’occasione di profondissima conoscenza di sé e dell’amico ad un tempo, accompagnata qui dal gesto del Bambino che afferra il velo di Maria per svelarne il petto (ossia il cuore), mentre quest’ultima lo tiene fra le braccia con la tenerezza tutta terrena che una madre può avere nel compiere questa azione -ed è proprio sull’avidità di due anime di conoscersi e riconoscersi nel legame d’amicizia che poggia la densa, sospesa grazie di quest’opera.

Madonna Pazzi, Donatello, 1425-1430, marmo, 74,50×69,50 cm, Bode-Museum, Berlino.

Dedico questa lettura a Fabiola, la parte più Bella e luminosa del mio cuore.

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