MADONNA DELLA SCALA – Michelangelo Buonarroti

«Del fiero colpo e del pungente strale
la medicina era passarmi ’l core;
ma questo è propio sol del mie signore,
crescer la vita dove cresce ’l male.
E se ’l primo suo colpo fu mortale,
seco un messo di par venne d’Amore
che mi disse: – Ama, anz’ardi; ché chi muore
non ha da gire al ciel nel mondo altr’ale.
I’ son colui che ne’ prim’anni tuoi
gli occhi tuo infermi volsi alla beltate
che dalla terra al ciel vivo conduce.»

Gli anni Novanta del Quattrocento sono per Michelangelo un decennio di ricerca nell’anima sensibile e non ancora intellettiva dell’uomo: di ciò sono testimoni tanto la sensibilità dei marmi quanto la dolcezza dei carmi partoriti in quel tempo – un esempio chiave di questi ultimi è proprio il sonetto numero 39: lo scultore racconta qui di un amore giunto a lui con ardente e insormontabile prepotenza, responsabile di aver rivolto gli occhi suoi infermi a quella Bellezza capace di condurre dal terreno allo spirituale, al Cielo vivo.

La realtà degli occhi “infermi”, docili servitori del Bello sensibile, viene tradotta plasticamente nella Madonna della Scala oggi conservata a Casa Buonarroti: scolpita tra il 1490 e il 1492, in essa la metafora della scala allude al valore di Maria strumento per ascendere alle altezze divine, mentre i fanciulli a popolarla incarnano rapporti basati su tre diversi sensi precipui (il tatto nell’abbraccio dei putti in alto, la vista nei bimbi che scostano il velo utile a contemplare Vergine e Figliolo, il gusto in quest’ultimo che succhia il latte materno); commovente il contrasto fra la morbida trasparenza dei tessuti e la potenza dei volumi che tradiscono sotto di sé, esaltata anche dalle dita di Maria che giocano con la delicatezza di tale chiasmo, così come struggente è il vigore del corpo di Gesù infuso di Spirito nel suo molle abbandono al seno materno, tutto terreno. L’aderenza a una visione del piacere amoroso dei sensi che emerge dall’opera sorride ad Aristippo di Cirene, filosofo di scuola prossima ad Epicuro, che vuole come fine ultimo il piacere dei sensi, il lusso, la ricchezza.

Michelangelo Buonarroti, Madonna della Scala, 1490-1492, marmo, 55,5×40 cm, Casa Buonarroti, Firenze.

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