LABIRINTI DEL CUORE @ Palazzo Venezia e Castel Sant’Angelo – dal 24 giugno al 17 settembre 2017

«Io vi porrò innanti come Amore operi che delli suoi seguaci altri perdono il vital colore e si raffreddano come giaccio, altri quasi cera ai caldi raggi del sole si distruggono, quale come immobile pietra senza polso e senza spirto mutolo et insensibile si rimane, qual è portato da’ venti sopra le nubi, e quale nel centro della terra e negli abissi più profondi si dimora». [Guido Casoni]

Giorgione, Doppio ritratto, 1502 circa, dettaglio.

Un progetto scientifico originale e curato magistralmente da Enrico Maria Dal Pozzolo, quello proposto dalla doppia mostra Labirinti del cuore – Giorgione e le stagioni del sentimento tra Venezia e Roma, visitabile fino al 17 settembre p.v. negli ambienti di Palazzo Venezia e Castel Sant’Angelo.

Il percorso espositivo inizia nella prima istituzione romana citata, che trova finalmente valorizzata con intelligenza la sua figura: una preziosa introduzione ne racconta la storia e le funzioni assunte nel tempo, ragionando frattanto sulle relazioni intercorse tra Roma e Venezia. Si arriva quindi a veder rilanciato anche il capolavoro principe di Palazzo Venezia, ossia il Doppio ritratto di Giorgione: Dal Pozzolo spiega la rivoluzione del genere ritratto nella Repubblica di Venezia del XV-XVI secolo, facendo dialogare con Giorgio da Castelfranco capolavori di Bellini, Bartolomeo Veneto, Tiziano e pregevoli opere di anonimi veneti.

Moretto, Venere e Cupido, 1545-50 circa, dettaglio.

Il viaggio prosegue a Castel Sant’Angelo: dall’innamoramento alla seduzione, dalla promessa di matrimonio alla famiglia, dalla morte alla nostalgia, si raccontano le diverse stagioni dell’amore attraverso le iconografie e gli attributi che ne hanno connotato al tempo il racconto, tanto nella pittura quanto nella letteratura; per fare questo si propongono, fra gli altri, capolavori di Romanino, Bartolomeo Veneto, Paolo Veronese, Ludovico Carracci, Barocci, Tintoretto e ancora Vecellio.

Bartolomeo Veneto, Ritratto di gentiluomo, 1510 circa, dettaglio.

Un’esposizione da non perdere, accessibile al più vasto target senza mai cadere in una didattica superficiale; caldamente suggerito anche il ricco catalogo della mostra (il cui unico neo è l’assenza di una versione in lingua inglese).

Per tutte le informazioni su orari e biglietti: http://www.polomusealelazio.beniculturali.it/index.php?it/165/eventi/271/labirinti-del-cuore-giorgione-e-le-stagioni-del-sentimento-tra-venezia-e-roma

Tintoretto, Ritratto di donna che mostra il petto, nono decennio del XVI secolo.
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