LUDOVICO BOMBEN

La Eduardo Secci Contemporary ha inaugurato ieri 25 febbraio 2016, nella sede di via Maggio 51r a Firenze, l’esposizione Attitudes>Sculpture#1: essa si propone come un salotto di riflessione sull’arte plastica, nelle sue molteplici vesti e nei suoi tempi –un autentico e vivace dibattito tra le voci artistiche di Ludovico Bomben, Nick Hornby, Charlotte Mumm, Jonathan Sullam mediate dal sapiente curatore Daniele Capra. Segnalataci la preziosa opportunità da Contemporary Image (che ringraziamo di cuore non solo per averci accompagnato alla sua scoperta, ma anche per il corredo iconografico della sezione qui dedicata) vi proponiamo un assaggio delle opere partecipanti alla mostra: iniziamo con una selezione di Ludovico Bomben, scultore contemporaneo nato e attivo a Pordenone.

La sua Acquasantiera (2015) afferra prepotentemente la coscienza del visitatore all’ingresso dello spazio espositivo: la minaccia dorata e affilatissima della sua punta d’ottone, ancor più d’impatto se consideriamo la tenua culla di corian levigato che l’accoglie, porta ad abbandonare immediatamente ogni rituale di burocratica e apatica riverenza -come quello che si compie abitualmente entrando in una chiesa, facendosi il segno della croce una volta intinte le dita nell’acqua santa: in questa sede, possiamo considerare tale opera un invito ad allontanare anche la concezione di museo come tempio di didattiche inappuntabili, nonché ogni preconcetto sull’arte della scultura in generale -tema, appunto, dell’esposizione cui ora prende parte.

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Il profilo della cattedrale evocata da Acquasantiera si materializza in R436, serpeggiare nero e perpetuo di 43,6 metri di perline sulla parete bianca alle sue spalle: la circolarità della nenia del rosario viene moltiplicata a una lunghezza tale da renderne l’impegno indefinitamente più consistente, fino a estendersi alla riflessione ad ampio raggio sui valori cardine del cristianesimo richiesti dal suo esercizio -il sacrificio, la sofferenza, la sopportazione.

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